Pubblicato da: carlas73 | 3 settembre 2012

Universo in rosa

Con questo primo post, successivo all’escursione colombiana, inauguro una nuova categoria: come prima c’era “il nano”, adesso si è aggiunta “la gnoma”.

Prime riflessioni sul mondo femminile in cui sono entrata a gamba tesa da quando una piccoletta di nome Laura Tatiana ha fatto l’ingresso nella nostra famiglia come "gnoma".
Non sono mai stata una "femmina", secondo il significato più intrinseco del termine, giusto un po’ quando ero bambina: mia mamma dice sempre che quando ancora non sapevo parlare sceglievo i vestiti da mettere, però in fin dei conti ero un maschiaccio, mi piaceva giocare proprio con i giochi da maschio come robot ed affini. Ed in adolescenza, con i cambiamenti del corpo forse un po’ troppo anticipati ed una femminilità eccessivamente procace, si sono risvegliate in me contraddizioni tra il voler piacere ed il non voler essere al centro dell’attenzione solo per il mio corpo, con il quale non avevo proprio un idillio di rapporto!
Ed adesso, dopo una vita di conflitti tra il mio corpo e la mia personalità, dopo il tentativo di distruggere l’uno per far prevalere l’altra ed il razionale sostegno all’idea di una donna che si definisca tale per il suo essere e non il suo apparire, mi tocca confrontarmi con una piccola rappresentante in erba del fiocco rosa.
Avendo due anni appena compiuti, la gnoma rientra pienamente nella fascia di quelle che "il vestitino e la scarpina": da una parte, la cosa stuzzica la fanciulla nascosta a cui piace ancora vestire le bambole (come il "bambolo", comunque), dall’altra vederla affacciarsi alle vetrine dei negozi, ammirare "cappe" così come "nelli" e "cchini", preoccupa quella parte razionale e femminista di me che vorrebbe crescere i figli del domani, ciascuno con il meglio del proprio essere maschile e femminile!
Inoltre, la piccoletta ha una rara predisposizione per la ricerca dell’attenzione, anche se probabilmente solo perché segue uno schema "adattivo" dovuto all’abbandono, direbbe la psicologa di turno. Non di minor conto o preoccupazione è il fatto che prediliga sempre e comunque le figure maschili: e non lo dico solo perché, come mamma, mi sono sentita sminuita quando ci sono volute diverse settimane prima che si accorgesse di me e mi chiamasse "mamma". Ma perché l’accoppiata di queste due caratteristiche mi sembra a dir poco esplosiva se proiettata in fase già solo pre-adolescenziale: mi immagino già a lottare con la ribellione dell’età che, per di più, pensa di sapere tutto ottenendo ogni cosa con qualche moina ed uno sbattimento di ciglia!Non compensa un bel niente, ma comunque fa sorridere una scarzoppola di 80 cm che si muove in autonomia in qualunque contesto e che si fa subito trasportare dalla musica e dalle canzoni di qualsiasi genere, magari utilizzando uno sgabello di vimini come "cubo" o il bastone di un ombrellone come "palo"!!!!
In conclusione, sfrutterò appieno le occasioni fornitemi dai vestitini delle figlie di amici per divertirmi a giocare alle bambole, ma sparatemi se farò con la gnoma la divisione rosa-azzurro che non ho mai voluto fare per il nano!

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Responses

  1. Torno qui e leggo dell’adozione. Lacrimo.
    E’ proprio vero che alcune persone sono nate per dare.
    Un abbraccio e, davvero, buona fortuna per quest’altra avventura.

    Mi piace


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