Pubblicato da: carlas73 | 12 gennaio 2011

AnZia

Non mi ritengo una persona ansiosa, neanche come madre: forse sono, anzi, l’opposto mandando il nano allo sbaraglio in qualsiasi tipo di gioco, attività e compagnia. Eppure, dalla sua nascita c’è un ambito della sua vita che talvolta mi travolge e mi provoca ansia: la sua salute. Ciclicamente, si verificano episodi e riceviamo segnali che ci fanno sospettare problemi “chirurgici”: alla fine a 2 anni e mezzo dopo continui ricoveri ogni due settimane, anche i medici hanno dovuto far fronte all’alta probabilità della presenza di una “briglia” ad un livello molto alto dell’intestino, derivata da aderenze delle precedenti operazioni, che gli creava continue occlusioni. Ancora oggi, gli episodi di vomito ci creano ansie e preoccupazioni che sia in divenire una nuova aderenza, ancora non completa; anche perché questi eventi hanno poche caratteristiche della solita influenza intestinale: sporadico episodio che non inficia la normale quotidianità del nano, nessun tipo di alterazione febbrile, né diarrea o altro sintomo di malessere. E noi genitori rimaniamo lì, sul chi vive, in attesa di nuovi sviluppi e nel vano tentativo di comprendere ciò che succede a nostro figlio quando lamenta quasi quotidiani mal di pancia, frequenti singhiozzi e poi, liberatosi, ritorna la rana salterina di sempre.
L’ansia si fa palpabile soprattutto quando si avvicina la sera e non sappiamo come riparare i possibili improvvisi ed improvvidi sbocchi notturni che potrebbe avere nel sonno: sì, perché come ancora alla sua età di quasi 5 anni continua a liberarsi la notte nel pannolino senza svegliarsi e senza accorgersene, così succede spesso anche per il vomito. Non si sveglia quasi mai prima, ma al massimo dopo essersi liberato, soprattutto per quella sensazione di malessere e fastidio di tutto quest’acidume che risale e gli invade anche le narici: mi ricordo ancora, una volta, quando era più piccolino, che alla seconda nottata di episodi di vomito lui, ma anche noi, eravamo così distrutti che ha inondato il lettino ed ha continuato a dormire profondamente mentre noi non ci siamo accorti di nulla fino al mattino dopo.
Nei momenti di calma piatta l’ansia non mi assale, ma basta qualche malore ripetuto e costante che i miei nervi vacillano e mi domando quando la situazione si stabilizzerà definitivamente e non mi perseguiterà più l’incubo di dover assistere nuovamente a mio figlio ricoverato, se non per le normali cose che possono capitare a tutti i bambini (tonsille, adenoidi, etc.). Perché, quello che so mi distingue dalle altre mamme è proprio il fatto che magari in queste circostanze sembro ansiosa, come una qualsiasi mamma italiana ansiosa, ma in realtà so di non esserlo e so che una normale mamma, ansiosa o meno, probabilmente non arriva a questi livelli di angoscia per degli episodi di vomito.

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Responses

  1. Io sono una mamma ANsiosa, ma settorialmente, apputno el malattie, ma quelle gravi.Io sono capace di mandare la grande ( ultimo anno di materna) a fare atletica insieme ai bimbi grandi, alti il doppio di lei, la spingo ad adare da sola, a fare e disfare, affido la gestione sua e di sua sorella (nido) a zii “adottati”, tate e similari, incurante di quella stabilita’ che tutti dicono fondamentale, le costringo in macchina a gite vicine e lontane, cona nnesse camminate o tirate di 880 km…….
    ma se appena c’e un minimo segnale, gia’ io vedo al catastrofe….vedo i miei incubi materializzarsi…Non fa tanta pipi’ perche’ ha 40 di febbre? blocco renale
    Ha la febbre solo alla sera? laucemia
    Cacca mollte? tumore da qualche parte…
    Sonoc osi’ per me, per loro, e anche per mio marito….utilita’? nessuna, anzi
    eppure non ce la faccio…QUando andiamo al niguarda a milano con la piccola (che ha seri rpoblemi ad un occhio), passiamo vicino ad oncologia pediatrica…e mi domando se mai ci saro’ pur io li’, che cosa ho fatto o faro’ per essere graziata, oppure no,,,
    Storie pregresse, sensi di colpa non fanno che fomentare la mia ansia…forse questo commento e’ pure inutile, ma mi paiceva aggiungerlo…io no ho avuto i problemi che hai avuto tu, ma ho fatto una scelta uguale alla tua in passato, e hai scritto cose al riguardo che mi sono entrate dentro , li’ nel mi rpofondo dove so che mai mi perdonero’, dove mi sento un mostro per essermi messa la posto di Dio e aver deciso che non ce l’avrei fatta, e che anche la mia prima figlia ne avrebbe sofferto troppo…..

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    • Credo che i problemi di salute comunque creino angoscia, ansia o in alcuni casi magari solo fastidio, sicuramente il tutto peggiora nel caso dei figli, e per quanto mi riguarda i problemi pregressi del nano mi fanno sempre rivedere aperta la porta della sala chirurgica, anche se so che poi è proprio dentro quella sala che i suoi problemi sono stati risolti.
      Riguardo alla scelta che abbiamo in comune, non l’ho vissuta come te nè mi sento tuttora a 3 anni di distanza un mostro: mi sento in una specie di limbo, non mi giudico, so già che ci sono tutti gli altri che mi possono giudicare, in un senso o nell’altro, so che la mia vita sarebbe stata diversa e non so se migliore o peggiore, ma allora come adesso so che non mi ci sarei sentita a mio agio che avrei faticato a vivere ed accettare quella vita, più di quanto già una qualsiasi vita normale affatichi, e non so quanto la mia famiglia avrebbe retto.

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