Pubblicato da: carlas73 | 25 novembre 2009

Come ti incarto il popolo “sovrano”

La notizia in un articolo di Repubblica mi ha fatta impallidire: non solo io povera contribuente stipendiata (quindi implicitamente impossibilitata a “fregare”) mi dilemmo ogni anno nella scelta se attribuire il mio 8‰ alla Chiesa, a cui nonostante la mia mala passione presente mi sento ancora di appartenere almeno a latere, o allo Stato, ma poi questa mia decisione tanto faticosa e traumatica viene trasformata e dileggiata da un semplice decreto del Presidente del Consiglio. La soluzione trovata dal nostro emerito rappresentante è a dir poco da fulmicotone, direi che fa da controcanto alle trovate economiche del suo ministro delle finanze, ma al contempo a chi vagamente cerca ancora di ragionare su quanto lo circonda apre un fantastico mondo di visioni funeree:

  • il nostro si doveva evidentemente scusare con l’Ecclesia riguardo a qualche misfatto di vario genere e tipo (sarà per caso la questione delle dimissioni di Boffo????);
  • il nostro avrà evidentemente “pensato” che lo Stato, i suoi Beni Culturali, le sue infrastrutture, i suoi interventi territoriali, etc. fossero già di così alto livello da non poter essere migliorati con un’infusione del vile denaro dei poveri contribuenti che usufruiscono degli eccellenti servizi pubblici del nostro Stato;
  • ovviamente, i contribuenti si possono distinguere tra quelli coscienziosi che riflettono sulle loro scelte e quelli che parlano del loro 8‰ come se fosse il 5‰; quelli che pensano che forse lo Stato Italiano con il buco nelle finanze che ha può utilizzare quei soldi per farne opere di bene pubblico e quelli che li attribuiscono alla Chiesa solo perché “sai, io credo, quindi lo dò alla Chiesa” (non approfondisco cosa voglia dire questo “io sono credente”, poiché per me significherebbe anche essere praticante, sapere la differenza tra i Sacramenti, fare scelte coerenti nella loro vita e non credo che questo sia valido per tutti quelli che magari vanno a messa solo per Natale e la domenica delle Palme, che si sposano in Chiesa perché è più bella l’atmosfera, che battezzano i figli perché “così da grandi non avranno problemi”) e tali ragionamenti da strada fanno accapponare la pelle al pari della ridotta indignazione per un atto governativo che comunque nella sostanza svilisce la scelta del contribuente e che come tale dovrebbe essere affrontato e criticato;
  • insomma, l’anno prossimo a chi potrò efficacemente e ragionevolmente attribuire il mio 8‰? senza che i miei soldi vengano distribuiti ad enti e strutture che già di per loro dovrebbero essere autosufficienti, come taluni sacerdoti richiedono per garantire che la Chiesa si conservi nel precetto della povertà che gli è stato affidato da Cristo? senza che le mie scelte vengano infangate e sovvertite da un semplice decreto che non si sa quale giustizia divina o umana abbia attribuito ad un maschilista fedifrago truccato da giocoliere di governo? È una scelta ed una questione che agiteranno le mie notti da qui a maggio, al momento della presentazione del nuovo 730.
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Responses

  1. Il mio prossimo 8 per mille lo destinerò a qualche setta satanica.

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  2. MOSTRUOSO.Grazie, me l’ero persa. Ora posso andare a piangere meglio.

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  3. E’ una decisione di una prepotenza e di un’impudenza senza pari. Povera Italia, da chi è governata!

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