Pubblicato da: carlas73 | 21 ottobre 2009

La fine dell’estate

L’estate è finita da un pezzo direte, e sicuramente avete ragione, ma i riflessi e gli strascichi di alcuni eventi hanno ripercussioni che procedono per tutto l’autunno ed oramai posso dire anche per buona parte dell’inverno visto che le temperature ci dimostrano quanto siamo già addentro alla stagione del letargo.

Quest’estate, come al solito dalla nascita del nano e dalla sua dichiarazione di invalidità e collegata L. 104, abbiamo affrontato il lungo viaggio e siamo giunti ai miei luoghi natii nel profondo Sud Italia per una vacanza marittima prolungata. Nel mese e mezzo di mare il nano si è riconciliato con l’elemento acqua affrontando i cavalloni dello Stretto di Sicilia con impavida curiosità e natatoria capacità. Sembrava anche si fosse riconciliato con la tavola e le sue delizie, ma è durata poco: giusto il tempo di abituarsi alla nuova temperatura ed al nuovo ritmo giornaliero. Sembrava, infine, che, nonostante le purghe all’acqua di mare, fosse più cosciente dei suoi bisogni fisici e ne dichiarasse la loro impellenza in qualsiasi circostanza, ma il ritorno casalingo ha portato una retrocessione spaventosa, quindi, ci domandiamo ancora cosa fosse scattato nella sua mente e perché sia durata solo il tempo della stagione marittima della famiglia. Ha avuto un momento di estremo stress psichico nel momento in cui il padre si organizzava per un rientro improvviso al lavoro ed è stato alcuni giorni con una balbuzie ed incapacità di mettere una parola di seguito all’altra, che per fortuna è diminuita enormemente dopo qualche giorno di maggiore riposo e costante calma da parte della genitrice rimasta sola con il nano nell’assolata Sicilia.

Il ritorno autunnale ha portato tante novità: il nano ha cominciato la sua “scuola dei bimbi grandi”, cioè la scuola materna, collegato alla scuola materna ha iniziato anche ad eliminare qualche riposino pomeridiano ed ha iniziato la piscina. Non tutte le novità, però, hanno dimostrato risvolti positivi o migliorativi: l’inserimento alla scuola materna è stato pressoché lampo, visti i precedenti anni mi sembrava naturale, ma avevo la paura irrazionale che l’ambiente nuovo, i compagni nuovi e le maestre nuove lo relegassero in un angolino di insoddisfazione, incomprensione e tristezza, cosa che per fortuna non si è verificata. Il primo giorno si presentano altre due mamme all’inserimento dei figli: dopo un’oretta, sono l’unica ancora piazzata lì nell’atrio della scuola a guardarmi intorno senza sapere cosa fare, le altre due sono state richiamate in classe che i rispettivi non riuscivano a stare calmi, piangevano e le volevano. Dopo 4 giorni di questa solfa, propongo alle maestre di provare a farlo mangiare a scuola, lo va a prendere la nonna alle 13.15, subito dopo che tornano dalla mensa: anche in questa fase, il nano non fa una piega, continua a fare il non mangione a tavola, ma non prende male neanche questo cambiamento. Finalmente, dopo un paio di settimane, propongo di cominciare a farlo rimanere un paio di pomeriggi a settimana a scuola assieme agli altri compagni: devo dire che i passaggi li propongo sempre io, non vengono mai in mente alle maestre, ma per lo meno non protestano più di tanto. La prova pomeridiana viene superata solo a metà: il secondo giorno di non sonno pomeridiano di seguito trascina il nano in uno stato semicatatonico dalle 18.00 a seguire, per poi atterrarlo addormentato sulla tavola con i fagiolini in bocca ed il braccio piegato sotto la testa a mò di cuscino. Ieri è stata la seconda prova di giorno consecutivo senza riposo pomeridiano ed il nano ha retto meglio in termini di sonno e resistenza fisica, anche perché non era sotto l’effetto di una purga vitaminica (N.d.A. immagino che a nessun bambino, cui venga propinato il Multicentrum baby, capitino episodi e giornate continuative di diarrea, ma noi abbiamo capito che di tutte le vitamine che possono essere date al nano, necessarie per la sua condizione di minor assorbimento a livello di colon, questa, nonostante fosse stata suggerita da gastroenterologa e fornita dalla pediatra, è assolutamente da abolire, poiché probabilmente la quantità di magnesio presente anche nella quantità consigliata per bimbi da 1 a 3 anni, è pari ad una dose da elefante di Guttalax per il suo equilibrio sempre molto instabile). Ma la sua capacità di concentrazione e di attenzione ai suoi bisogni fisici ha avuto un calo disastroso, che ha messo in guardia noi genitori dall’approfittarne troppo spesso, almeno fino a quando il nano non sarà cresciuto a sufficienza da sopportare meglio la stanchezza da sonno. Per tentare di salvaguardare il suo confronto sociale alla materna abbiamo provveduto a realizzare delle specie di rinforzi per le mutande in spugna che si attaccano con degli automatici minuscoli alle mutande, in modo da salvaguardare queste in caso di “fuoriuscite” di maggiore entità, ma soprattutto i pantaloni dagli imbarazzanti aloni di umidità altamente visibili nel caso dei pantaloni di tela leggera estivi e delle tute di cotone.

Per quanto riguarda la piscina, avevo provato l’anno scorso a segnarlo da qualche parte, più per fargli fare acquaticità che una falsa pretesa che imparasse gli stili, ma gli eventi congiunturali di ricoveri ed operazione ha slitatto la procedura a quest’anno. Mi sono iscritta in una palestra ******, anche per poter avere la libertà di lasciarlo alla ludoteca in quei rari pomeriggi in cui mi concedo un’ora di pilates o altra attività fisica stancante e strutturante dei muscoli che devono sostenere questa carcassa di corpo che deambula per la città, ed ho approfittato per iscriverlo ad un’attività acquatica assolutamente limitata e poco impegnativa: tre quarti d’ora solo una volta a settimana. Il nano è entrato un paio di volte in piscina con me, prima dell’inizio del corso, poi ha fatto la prova chiedendo “ma pecchè tu non entri dentro?”, ha fatto la stessa domanda anche la prima lezione, poi dalla successiva ha cambiato sinfonia “quand’è che entriamo?” quando si sta in attesa che aprano la porta della piscina dallo spogliatoio e le mamme sono in fila assieme ai loro pargoli. Il nano dice sempre che è tanto contento e ruffianamente mi dichiara il suo smisurato amore giustappunto perché lo porto in piscina; dal canto mio, io come mamma che lo guardo da dietro il vetro mi sono fatta un’idea piuttosto precisa di chi è mio figlio in piscina, e la cosa mi fa tremare i polsi nelle vene al pensiero di quello che mi attende nel futuro: l’ho definito fin dall’inizio di quest’esperienza un “anarchico fankazzista”. Lui guarda ed ascolta la maestra per quei cinque minuti che lei parla, poi non appena lei si concentra su un bambino si distrae e comincia a giocare come gli pare e piace con l’acqua usando eventualmente tavoletta ed altri attrezzi che trova a bordo vasca, si guarda intorno ed osserva quello che fanno gli altri bambini nella corsia o nel resto della piscina, poi comincia l’esercizio di nuoto con la maestra come lei gli indica ma solo fino a quando lei non torna a controllare qualche altro ed allora arranca a suo modo nella vasca attaccato al bordo o stile cagnolino con la testa sempre all’insù che ancora non sa buttare fuori l’aria dal naso (né tantomeno soffiarselo quando ha il raffreddore!!!!! In lacrime). Il suo comportamento non saprei definirlo altrimenti e se penso agli anni di scuola che mi si prospettano davanti, seduta accanto al nano a tentare di fargli fare i compiti e farlo concentrare, rabbrividisco e tremo, anche se spero in un miglioramento nelle successive fasi di crescita: bisogna sempre augurarsi il meglio, no?!?

Intanto, la non scorrevolezza della parola continua, non la voglio chiamare balbuzie, alcune volte più spesso altre meno è una specie di impuntatura nel parlare: è dallo scorso inverno che l’abbiamo notata e dopo alcuni episodi particolarmente acuti in periodi di stanchezza e nervosismo, reciproco, stiamo tentando di tenerla sotto controllo non facendogliela neanche pesare troppo a lui. Dicono che è l’ansia di comunicare, il non conoscere tutte le parole necessarie ad esprimere il proprio pensiero, aggiungo io dopo mesi di osservazione che in lui il tutto è peggiorato in periodi di stanchezza (ritorniamo alla necessità del riposo post pranzo) e/o quando noi siamo nervosi, cosa che in lui scatena altrettanto nervosismo ed incapacità di controllo.

Direi che l’estate ha portato una crescita comunque notevole, sotto tutti i punti di vista: finalmente sembra riesca ad indossare senza sembrare un pagliaccio pantaloni adatti ai tre anni, anche se ancora con il risvolto, insomma non siamo ai fatidici 100cm ma ci stiamo avvicinando, soprattutto ormai sempre di più riesce a coinvolgere ed a rapportarsi ai vari adulti che lo circondano, con mio enorme stupore ed orgoglio lo vedo assolutamente legato all’uniforme del grembiule (“Claudio, se senti freddo o caldo ricorda che ti puoi mettere/togliere la felpa” “ma mamma, tutti gli altri bimbi hanno il grembiule!” Sarcastico) il che mi fa anche sperare nel miglioramento della caratteristica di cui sopra notata in piscina! Rispetto allo scorso inverno siamo passati dal “no, non lo volo” al “volo sia la sorellina che il fratellino”, e sa aspettare e portare pazienza perchè loro vengono da un paese “lontano lontano”: anche di questa evoluzione sono estremamente fiera ed orgogliosa, lasciatemelo dire. Sì, l’estate è finita con tutte le sue belle esperienze, la sua libertà e l’assoluta e totale disponibilità di noi genitori verso il nano e viceversa, ma sono convinta che anche quest’inverno sarà un evolversi di esperienze, crescite continue (sia per l’argomento tavola che per quello bagno abbiamo introdotto l’obiettivo mensile come scoperto qui) che mi faranno svegliare una mattina e dire che il mio nano è sempre di più un piccolo ometto.

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Responses

  1. E’ una scoperta continua e uno stupore continuo, assistere alla crescita dei propri figli. Che la vita ti dia tutta la felicità che sogni. Paola

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  2. A piccoli passi per aspera ad astra.Non è facile per nessuno; per alcuni lo è ancora meno, ma che ci vuoi fare, questa è la vita.Un abbraccio fraterno, Guido

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