Pubblicato da: carlas73 | 18 giugno 2009

La mia altra metà

Ho parlato a lungo ed anche fino alla noia del mio nano, ho anche cercato di ringraziare e tessere le lodi della rete di salvezza che mi ha supportato in questi anni ed in tutti i capovolgimenti che ci hanno travolto, ma da un commento ad un post mi sono resa conto che non ho mai parlato della mia altra metà: metà del cielo, della terra, dell’universo che dir si voglia. Forse da qualche parte è comparso come aiutante in campo, magari con le sue domande ad effetto (di un colpo della strega) o con altri aspetti del suo variegato e complesso carattere (meno complesso del mio in fin dei conti, ma io sto qui a scrivere apposta per questo). Non è mai possibile effettuare una descrizione completa e rendere l’idea appieno di una persona, ma io ci proverò ugualmente, se non altro per non sentirmi più ripetere “ma parli sempre male di me sul tuo blog!”.

Bene, la mia altra metà è quello che ha affrontato con gioia l’esperienza delle gravidanze, dalla prima alla terza con intensa commozione ed affetto, e che per le due che sono andate male ha talmente tanto partecipato emotivamente e psichicamente che si è sentito male; è quello che soffriva di nausee gravidiche al posto mio e mi prendeva in giro quando mi dava fastidio mandare giù il pillolone del Multicentrum e rimettevo anche la colazione che stavo prendendo. Lui è quello che mi accompagnava al corso pre-parto il lunedi sera, tornando di volata da Napoli e che sempre da Napoli cercava i negozi di Roma dove comprare il tappeto per la camera del nano che non fosse nè azzurro nè rosa, ma verde in modo che si intonasse con i colori scelti per le pareti e la greca con cui aveva decorato la stanza in giorni di ferie. Lui è quello che chiamato alle 7 di mattina si è fatto autostrada Napoli-Roma e traffico mattutino del centro di Roma per raggiungermi in ospedale per il monitoraggio pre-parto e che ha assistito dall’inizio alla fine al parto, subendo recriminazioni e stritolamenti di mano durante la contrazioni. Lui è quello che ha gioito alle prime misurazioni del nano e che è stato presente giorno e notte nella stanza di clinica, anche quando al terzo giorno in cui il nano non si attaccava e non evacuava correttamente la sottoscritta dava di matto e le ha fatto dare un calmante in modo che potesse dormire la notte. Lui è quello che si è fatto la prima delle innumerevoli radiografie del nano al terzo giorno in clinica e poi ha preso mamma e figlio e li ha portati con pacchi e pacchetti alle dimissioni direttamente al Pronto Soccorso del Bambin Gesù. Lui è quello che si faceva spesso e volentieri andata e ritorno da Napoli in macchina nella stessa giornata per poter trascorrere con il nostro nano ricoverato almeno un’oretta, per non parlare dei ritorni affrettati per salvare la mamma appanicata a casa con nano in fasce che strepitava e lei stava dando di matto. Lui è quello che si è fatto tutte le operazioni del nano da quella di 7 ore a quella di manco un’ora, ma appartiene anche alla razza dei rara avis che negli innumerevoli ricoveri del nano ha fatto le notti steso sul materassino per terra accanto al lettino del nano già dueenne. Lui è quello con cui ho imparato a cambiare placca e sacchetto quando il nano portava la colostomia, ed a cui ho forzato la mano quando ho deciso univocamente alcuni passaggi di vita per il nano (il passaggio dalla vaschetta al bagno in vasca ad un anno, quello in cui gli ho tolto il ciuccio a diciotto mesi, ed in cui l’ho messo nel letto normale a due anni) ma che mi ha seguita sempre, un pò fidandosi del mio istinto un pò pregando che non sbattessi il muso contro un muro più pesante della mia presunzione.

La mia altra metà è sostegno e sicurezza per me ed il nano, è condiscendenza e fermezza per le nostre umane forme di isterismo e capriccio, è il gioco e lo scherzo per la mia musonaggine e per il complice istrionismo del figlio, è l’uomo che fa mille volte le scale dimenticandosi sempre di portare su o giù quello che deve essere riordinato al solito posto, è l’uomo che mi risponde sempre “niente” alla domanda “a cosa stai pensando adesso?”, è l’uomo con l’animo da bambino che si diverte a costruire piste e articolate composizioni di Duplo con e per il figlio, è l’essere umano che si offende se il figlio chiama “mamma” e vuole solo lei per leggere le fiabe la sera prima di dormire o solo per farsi lavare il sederino (solo perchè il figlio dal canto suo si è offeso per l’improvvisa scomparsa del padre dopo due mesi di convivenza continua grazie ad un periodo di poco lavoro), è la persona che non sa litigare con nessuno neppure quando gli recano offesa perchè dimentica immediatamente. Lui è chi mi sta accanto da quasi sei anni a questa parte (non conto più gli anni che sono venuti prima che per incoscienza mi sembrano un altro universo, ma anche quelli sono stati più di 6) con tutti i nostri alti e bassi, lui è quello con cui abbiamo concordato, nonostante figlio unico fino ad un paio di anni fa contento di esserlo, di regalare/affibbiare un fratello al nostro nano e con cui affronterò pure questa prova ed esperienza.

La mia altra metà è il terzo componente del nostro meraviglioso trio (speriamo ancora per poco), fondamentale ed essenziale per rendere migliore sia con pregi che con difetti questa sinergia di esseri umani che è la nostra famiglia: senza di lui non esisterebbe! Spero di aver espiato con questo pezzo le mie numerose colpe di criticona acida che non si accontenta mai……

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Responses

  1. grande Carla e diciamola tutta…. grande Fabio. Siete una coppia bellissima e vi ammiro in silenzio forse ma vi ammiro veramente tanto.BaciViri

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  2. Si.Colpe decisamente espiate. ^_^

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  3. Letto di getto, forse letto male, ma hai fatto la descrizione dell’uomo ideale….peccato che noi donne molte volte non ci rendiamo conto che anche loro "gli uomini",hanno bisogno ogni tanto di sentirsi gratificati…

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  4. dopo tante letture senza lasciar commenti, ora mi sento di farlo, magari non era il caso, magari non c’entra, magari..è che quando ho letto delle tre gravidanze di cui due andate male mi ci son vista (sempre che 7settimane si possan catalogare come gravidanza..ma direi di sì), un pò meno nella descrizione dell’altra metà, ma ognuno ha i suoi pregi e difetti ad estrazione casuale :pcomunque: dopo aver scritto senza pensare nè rileggere (speriamo bene!) ti abbraccio e saluto. barbara

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  5. E’ davvero una persona speciale e siete fortunati ad avervi l’un l’altra!

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  6. Hai accanto una meravigliosa metà. Insieme siete una forza capace di vincere la più titanica delle battaglie. Alla via così!

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  7. Brava amichetta! era ora ;)Io, i Maschi Tutti e soprattutto Chuck Norris… approviamo. Pollice up!

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