Pubblicato da: carlas73 | 30 marzo 2009

Le moderne spugne

I bambini di oggi sono delle spugne, sono più intelligenti, vivaci di come eravamo noi, sanno fare molto più cose, sono più svegli: questo è quello che adulti di ogni genere e tipo a contatto con nani di varie età sostengono. Ma io come al solito mi voglio allontanare dal coro: no, non sono più di noi, nel senso che non hanno più intelligenza o più neuroni di noi, hanno solo un universo di stimoli in più. Vengo e mi spiego facendo degli esempi.

Sabato pomeriggio, nano mezzo febbricitante in braccio alla mamma davanti all’Era Glaciale 2, seduti sul divano in sala con la porta del bagno aperta: il nano guarda il bagno e dice “eccolo il sottocolonna”. Premetto che il bagno suddetto, finalmente, dopo 5 anni è stato arredato completamente con assidua partecipazione del nano (i giri nei negozi di bagni con il nano rimarranno nella storia della nostra famiglia: ancora con il comnmesso sulla porta “mamma, ma pecchè non abbiamo comprato niente?”) e suo totale entusiasmo al momento in cui lo vede montato tornando a casa dall’asilo “mi piace quetto bagno” tanto che ormai fa gli onori di casa agli ospiti e gli fa girare ogni angolo dell’angusto perimetro. Guardo mio marito e gli chiedo “scusa, ma da dove gli è venuto?” nella mente della mamma stanca e stremata da una settimana mezza insonne girano gli episodi in cui può aver sentito un tale termine, alla fine il geniale marito dice “sarà sicuramente stata tua mamma quando l’abbiamo lasciato con loro stamattina ed hanno visto il bagno per la prima volta”.

Ecco, l’evento ci ha fatto sorridere assai e la sera abbiamo istigato il nano a ripetere il termine in presenza dello zio, che si è divertito indubbiamente: il nano è più intelligente dei suoi genitori, più sveglio? utilizza un vocabolario più appropriato di quanto facciano adulti letterati e laureati in proporzione all’età? ci dobbiamo aspettare un futuro premio Nobel? Poi, però, mi sono resa conto di quanto il nano faccia cose al di sopra della sua età, non perchè la mamma voglia istigare un QI di 300, ma perchè capita che in molte cose si adegui a quanto facciamo noi adulti con estrema naturalezza e spontaneità e sono cose però che non si facevano 20 o più anni fa, ma per noi ormai sono estremamente normali e quindi le introduciamo anche nella vita dei nostri figli.

D’altronde, chi non è mai andato in macchina con i genitori ascoltando la radio, e poi quando sentiva stravolta una canzone ascoltata magari un paio di volte ha rimproverato l’assurdo genitore che voleva comporre ed introdurre novità nel testo sconosciuto: il padre del nano gli canta “sinceritàààà, per te che sei l’unico Claudioooooo” ed il nano subito piccato “nooo, papà, complice”. Oppure chi di noi adulti ha visto come accessorio di casa un computer alla tenera età di 3 anni ed ha preteso la visione dei filmati del proprio eroe Mack (il rimorchio di Saetta McQueen in Cars) tramite YouTube? o si faceva leggere le fiabe dei propri film preferiti sui libri che parenti e conoscenti vari sono ben felici di regalare: ormai Cappuccetto Rosso, I Tre Porcellini etc. sono un pò tramontate, non capita anche a voi?

No, non sono più di noi loro, sono solo sopraffatti da una valanga di informazioni, dati, stimoli, occasioni, esperienze che anche solo 10 anni fa non erano disponibili ai più ma che adesso sono diffuse e relativamente normali per bambini di qualsiasi età e retroterra familiare. Loro, come noi alla loro età, hanno capacità di memorizzazione, di istintiva ed immediata elaborazione, capacità di associazione che utilizzano a 360° come tutti i bambini, mentre noi da adulti (e loro quando cresceranno, sfortunatamente) siamo ormai finalizzati, concentrati, limitati nella nostra capacità di acquisizione ed elaborazione delle esperienze: quindi, semmai siamo noi che siamo meno di loro, frustrati nel nostro quotidiano e nei nostri doveri e responsabilità di adulti che ci restringono la visuale.

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Responses

  1. Ho appena finito di commuovermi sulle foto della "rinascita". Sarà che ha quasi la stessa età di Niccolò…

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  2. Sono d’accordo con te, cara Carla, tuttavia se non si lascia da solo il bambino davanti alla TV, se la scuola e i genitori sono impegnati a promuovere in lui il senso critico, a creare, come diceva Gabelli, "lo strumento testa" , allora ne vengono fuori delle personalità che quelli della mia generazione neppure si sognavano di possedere.Ricordo il libro di scienze su cui studiavo alle superiori: era dotato solo di una immagine disegnata di un’orchidea e di qualche schema dello scheletro umano. Prova a prendere un libro di scienze di oggi, fosse anche quello delle scuole elementare e guarda quanti stimoli in più contengono e non solo di natura iconografica. Ognuno è figlio del proprio tempo e quelli di oggi sono figli della playstation, del videotelefono, di internet e per le capacità che sviluppano, l’infanzia di quelli della mia generazione è lontana da quella dei bambini d’oggi come lo è la preistoria dai tempi moderni, in tutti i sensi.

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  3. All’accrescimento fisico dell’organo cervello in effetti non avevo pensato: ma sta di fatto che comunque mi dai ragione anche nella causale di tale accrescimento, hanno "solo" una marea di stimoli in più, almeno in media, se li avessimo avuti noi proprio per il tuo ragionare saremmo stati come i bambini di oggi.Sul fatto che i bambini di oggi siano più stimolati a pensare, addirittura a risolvere problemi, sinceramente credo si debba mettere dei limiti: secondo me il ragionamento, il senso critico non si acquisiscono dalla TV o semplicemente dalla vita quotidiana, sono fermamente convinta che si sviluppino mediante la salutare mediazione di adulti che cerchino di indirizzare e contenere e spiegare ed incitare tale ragionamento, altrimenti si è solo delle spugne passive, che con il tempo scoppiano e basta.

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  4. Se la funzione fa l’organo, cara Carla, Darwin ti darebbe torto: i bambini di oggi sono più intelligenti di quelli della generazione passata perché più stimolati a pensare, a risolvere problemi e quindi il loro cervello, costretto a funzionare più intensamente, accresce le proprie capacità, allarga e affina le strutture psichiche. Un bambino cresciuto in un ambiente deprivato, privo di stimoli diventa poco più di una bestiolina per il QI, per cui è vero il contrario: un bambino, quanto più viene a contatto con un maggior numero di stimoli, tanto più diveta intellettivamente capace, il suo cervello si acuisce e il suo QI sale.

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