Pubblicato da: carlas73 | 30 marzo 2009

Graduatorie discriminanti

Solo pochi post fa mi ero augurata che per la materna del nano riuscissi a trovare una soluzione che consentisse a lui una crescita felice e serena ed in compagnia tanto quanto ha ricevuto finora all’asilo e contemporaneamente mi desse tutte le garanzie aggiuntive che non ho riscontrato durante l’esperienza degli ultimi tre anni. Ed invece eccomi qui a smadonnare contro una burocrazia falsamente democratica: la questione sorge quando finalmente il 13 Febbraio, con ben due settimane di ritardo rispetto all’inizio delle iscrizioni alle Scuole Materne Statali viene distribuito il modulo di iscrizione alla scuola che tanti genitori ci avevano suggerito, ed in cui seppur stando non vicinissimo casa eravamo confidenti di rientrare causa dichiarazione della ASL al nano di Invalidità civile e L.104. Alla lettura del modulo di iscrizione ci piglia uno scompenso:  Bambini con nucleo familiare residente nel territorio della fascia AZZURRA (A) 180 punti; Bambini con nucleo familiare residente nel territorio della fascia  ROSA (R) 30 punti; Bambini con nucleo familiare residente nel territorio della fascia  GIALLA (G) 20 punti; Bambini portatori di handicap 15 punti.

Il risultato è stato univoco e lampante a priori: nonostante le cartacce firmate e controfirmate della ASL, nostro figlio ovviamente non è rientrato nella graduatoria di questa struttura statale, perchè la nostra abitazione non rientra nelle fasce Azzurra e Rosa e neanche Gialla, cioè trattasi di quattro strade in croce nel circondario della scuola stessa. Ad un’attenta analisi di tutte le graduatorie e di tutte le liste d’attesa della suddetta scuola, Tempo Pieno e Tempo Corto, si possono evincere i seguenti fatti:

  • il nano risulta in una lista d’attesa di ben 41 bambini, di cui lui risulta il 28°
  • il nano, nella lista d’attesa, segue bambini che risiedono nella famigerata fascia GIALLA
  • in tutti gli elenchi (graduatorie ufficiali, liste d’attesa sia per Tempo Pieno che per Tempo Corto), risulta SOLO lui con un handicap
  • la scuola, con tale fatidica attribuzione di punteggio è riuscita immancabilmente ad assicurarsi che NESSUN bambino portatore d’handicap si iscriva, eliminando così alla radice la fatica degli insegnanti e le ovvie recriminazioni dei genitori degli altri bambini normo-dotati.

Allora, io non sono una giurista, ma quel poco che ho studiato all’università e quel poco che mi ha trasmesso l’assidua frequenza di sorella e cognato avvocati mi fa giudicare le graduatorie discriminanti, non solo nei confronti di mio figlio (che, per carità, probabilmente sia la L.104 che l’Invalidità Civile, al prossimo rinnovo non gli saranno più attribuite, poichè per fortuna il suo è solo un problema meccanico e funzionale, ma non intellettivo e/o comportamentale), ma anche di tutte quelle altre situazioni che per fortuna sono numericamente limitate, ma esistono. Lo so, vuoi mettere la nomea che si fa una scuola senza handicap e situazioni socialmente instabili, piuttosto che quella a cui invece le capita di tutto? diceva bene la mamma di un compagno del nano: “sono una scuola di snob”. Posso aggiungere che mi auguro che venga prima o poi qualcuno a sbattergli in faccia tale comportamento inadeguato ed altamente diseducativo che propongono ai minorenni: l’avrei dovuto fare io, ma non ce l’ho fatta, avrei dovuto minacciare ricorso al TAR, fare reclamo scritto, ma mi sento disidratata di tutte le forze dopo 3 anni di lotta per normalizzare la vita di mio figlio senza che lui se ne accorga e sono estremamente delusa e deprivata di qualsiasi stimolo al miglioramento .

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Responses

  1. io insegno in una scuola dell’infanzia statale da oltre trent’anni e mai si sono discriminati bambini portatori di qualsiai disabilità, anche gravissima ; non dipende dagli insegnanti stabilire i criteri per la graduatoria degli iscritti, però in tutti i comuni , compresi i paesini come il mio, si dà , io credo giustamente, la precedenza agli abitanti delle zone immediatamente limitrofe alla scuola, naturalmente nel caso vi siano in zona altre strutture che possano garantire il servizio alle famiglie. Per quale motivo un bambino che abita di fronte alla scuola ( ad esempio) dovrebbe frequentare a km di distanza , per cedere il posto a chi proviene da altri paesi o zone più lontane della città, quando quest’ultimo potrebbe agevolmente frequentare vicino a casa? Sono d’accordissimo che la libera scelta della scuola dovrebbe essere garantita ai genitori, ma finchè nel nostro Paese non sarà data priorità alle scuole e ai servizi per la famiglia, non vedo altra scelta che accontentarsi di quello che c’è. In quanto all’insegnante di sostegno, non conosco il suo caso, ma è spesso indispensabile per consentire un corretto inserimento/ frequenza/ svolgimento dell’attività didattica sia con il bambino diversamente abile sia con gli altri alunni. In Italia unico paese al mondo, gli alunni con problemi certificati, sono inseriti in classi "normali" ( che brutta questa parola). Benissimo, facciamo però in modo di garantire a TUTTi i bambini i diritti di cui sono portatori, in base alle leggi naturali e a quelle internazionali. Mi permetto di abbracciarla con affetto

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  2. Punto primo: non esiste percentuale di invalidità per i nani, in quanto non percepiscono pensione di invalidità ma al massimo indennità di frequenza, se frequentanti asili/materne/etc.Secondo punto: le zone colorate sono stabilite per vicinanza all’istituto e non certo per sfiga ma anzi, trattandosi di zona mediamente residenziale e molto "professional-borghese", generalmente chi è più vicino ha avuto più soldi per comprare casa nei dintorni; nel circondario (almeno della nostra circoscrizione ed una limitrofa) questo è l’unico che effettua la distinzione in base al colore, ma anche e soprattutto in base alla distanza dalla casa di residenza dall’asilo (faccio un esempio: le materne comunali indipendemente da tutto danno su tutta la circoscrizione, e la nostra è parecchio ampia, 450 punti per l’handicap non sommabili con altri punteggi).Ovviamente, il nano andrà alla materna comunale, di cui per fortuna non ci hanno mai detto male, anche se la direttrice voleva affibbiargli l’insegnante di sostegno….. :-0

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  3. due cose non capisco: possibile, 15 punti indipendentemente dalla percentuale di invalidità?e seconda e più importante: ma ‘ste zone colorate sono scelte per vicinanza all’istituto? o perché sono strade più sfigate delle altre e quindi meritano maggiore attenzione?E infine: esiste una materna per la quale abitate in zona AZZURRA?

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