Pubblicato da: carlas73 | 12 novembre 2008

Il diritto di sciopero

In questo periodo di scioperi, di lotte sindacali e non, di ricerca di una dignità del lavoro mal difesa e maltrattata, ho ripensato a quanto accaduto un pomeriggio all’asilo di mio figlio mentre lo stavo riprendendo e le maestre mi ricordavano che il giorno successivo c’era sciopero. Assieme a me, a ritirare sua figlia, c’era un’altra mamma che provava più volte a chiedere se ci sarebbero state maestre a sufficienza per assistere i bambini. Ovviamente, e secondo me anche giustamente, la maestra non si pronunciò più di tanto e le suggerì di chiamare il giorno dopo la mattina presto in modo da sapere se poteva portare la piccola o si doveva organizzare diversamente.

Uscendo, poi, dall’asilo, mentre ci avviavamo alla macchina la signora sbotta “certo, che se non fosse vicino casa, avrei già cambiato asilo a mia figlia: non ti danno alcun tipo di certezza!”, io cerco di rispondere “sicuramente hanno parecchie pecche in questo asilo, ma in questo caso non potevano certo dire se e quante maestre fanno sciopero” e lei, invece, “no, no, sono inaffidabili: proprio quando uno si deve organizzare….”. Ho lasciato perdere: capivo e capisco la scocciatura di una mamma, magari lavoratrice che non sa da chi e dove lasciare la figlia e soprattutto ha incertezza se può portarla all’asilo o meno, ma la cosa che mi ha lasciato sconcertata è che, essendo moglie di un avvocato, ipotizzavo che conoscesse un minimo il diritto allo sciopero che tutti i lavoratori possono esercitare.

Insomma, lo sciopero è tale se si crea un fastidio soprattutto se improvviso ed inaspettato (non in quanto non comunicato, poichè c’è l’obbligo dell’informazione), e questo sia nel caso del privato che del pubblico tanto più che si tratta di servizi necessari alla popolazione, ed infatti per questo le norme garantiscono i servizi minimi, come gli orari di interruzione degli scioperi nel caso del trasporto pubblico. Il fatto che ci si lamenti rientra nella “riuscita” dello sciopero, significa che il problema diventa di dominio pubblico, che gli utenti riconoscano che quel settore lavorativo è in agitazione e sta cercando di far valere le proprie ragioni.

Personalmente, non accetto i sindacati poichè ritengo che abbiano tradito il dettato della Costituzione, e poi perchè ritengo che nel tempo anche loro siano diventati una Casta che difende esclusivamente e principalmente i privilegi dei propri associati, disconoscendo e non difendendo le problematiche che potrebbero accadere ad un qualsiasi lavoratore, al quale non resta che difendersi da solo. Ma il diritto di sciopero è un diritto sancito dalla legge, garantito da anni di lotte e di sacrifici e non penso ai sindacati, ma a tutti quei lavoratori che per ottenere quei diritti hanno perso giornate di lavoro con conseguente stipendio, sono stati soggetti a licenziamenti ingiusti, hanno subito mobbing ed altre forme di pressione da parte dei propri datori di lavoro.

In conclusione, se vogliamo smadonniamo pure quando c’è uno sciopero, ma certo non possiamo pretendere che questo non ci riguardi e non ci colpisca nella nostra organizzazione giornaliera: prima o poi potrebbe capitare anche a noi dover scioperare, ed allora sicuramente daremo fastidio a qualcuno, magari senza saperlo e sicuramente senza avvisare le persone colpite.

Annunci

Responses

  1. La sindrome del liceale forse ho capito cosa intendi, comunque spero che adulti lavoratori non ne soffrano più. Io posso più o meno solidarizzare con scioperanti sparsi se questi seguono le regole del diritto sindacale.
    Nel caso dello sciopero di cui parlavo nel post: beh, l’asilo in quanto tale è comunale e non sono servizi di pubblica utilità (trasporti, sanità etc) di conseguenza non è soggetto alle regole della garanzia minima dei servizi, ma come qualsiasi altra scuola pubblica ciascuna maestra può o meno aderire e non è obbligata certo a dirtelo il giorno prima, ma lo sai solo quando entri a scuola. Queste sono le norme del diritto sindacale e del lavoro: se ci si lagna allora si cambino le regole, ma che valgano per tutti come al solito e non solo per pochi. Spero si sia capito il senso del mio post…..

    Mi piace

  2. No, stavolta non sono d’accordo. Proprio perché qualcun altro ha lottato duramente e con grande sacrificio, l’utilizzo indiscriminato che se ne fa oggi è di per sé stesso un tradimento dello spirito originario. Non entro nel merito degli scioperi di questo periodo perché ci sarebbe troppo da dire, ma dato che non siamo (ancora) in un regime fare sciopero selvaggio a questa maniera è nient’altro che una carognata, in cui gli unici colpiti sono gli usufruitori del servizio. Se sciopero io privato creo un problema, grosso o meno, al diretto responsabile del motivo per cui sciopero – esattamente com’era quando si scioperava nelle fabbriche o si sabotavano i macchinari nelle grandi manifestazioni del ‘900. E di certo non incontro la solidarietà degli statali (e aggiungo fortunatamente, se no gli uffici postali invece di funzionare e male un giorno sì e uno no non funzionerebbero proprio mai) che aggiungono la loro protesta alla mia per creare disagio pubblico.
    Quindi se permettete PRETENDO di sapere quando chi offre un servizio pubblico interromperà questo servizio, riservandomi poi di decidere in base ai fatti se meritano simpatia e condivisione o stanno semplicemente prolungando la ben sperimentata "sindrome del liceale". ^_^

    Mi piace


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: