Pubblicato da: carlas73 | 31 ottobre 2008

Progressi

Talvolta durante la giornata ripenso a ciò che ha combinato negli ultimi giorni il mio nano e mi meraviglio e riesco finalmente ad afferrare i cambiamenti che lentamente si stanno producendo in lui, e soprattutto mi colpevolizzo perchè forse non glieli faccio cogliere a sufficienza e non lo gratifico dei progressi e dei miglioramenti che ha in special modo nel comportamento.

Ieri mattina, il solito appuntamento mattiniero dalla pediatra per il controllo: era da maggio che non lo vedeva e nel frattempo gli è successo un pò di tutto, di cui la pediatra era stata aggiornata solo in parte. Quattro ricoveri, un’operazione completa di anestesia totale e taglio sulla pancia sulla vecchia cicatrice, al che la pediatra stessa ha arricciato il naso, “ma finalmente” – ha detto – “non lo rivedrò più grigio come l’ho visto quella volta”, che per l’esattezza era novembre 2007 quando è stato ricoverato dopo 4 giorni che vomitava e non mangiava nulla. Il nano molto chiacchierino, era stato preparato da due giorni che avrebbe dovuto raccontare lui alla dottoressa cosa gli era successo, che era stato in ospedale, era stato operato sulla pancia ed il dottore quello alto alto con i baffi l’aveva curato e finalmente stava bene (“io male no più”, “io no più affa nella pancia”), ha provato a raccontare il tutto e la dottoressa si è molto impegnata a comprenderlo, poi, noi per facilitarle il compito abbiamo tradotto il verbeggiare nanesco in periodi più consoni agli esseri adulti.

Ma a parte il racconto delle traversie, la cosa che mi ha lasciata senza parole è stato lo straordinario comportamento da gentiluomo del nano: si è fatto spogliare dalla mamma abbastanza tranquillamente, si è fatto auscultare in lungo ed in largo la schiena, su cui doveva essere sicura la pediatra vista la tosse degli ultimi giorni, ha aperto di sua sponte la bocca tirando fuori la lingua, si è fatto guardare nelle orecchie, si è fatto palpare la pancia e tastare i cosiddetti “gioielli di famiglia”, compreso il pisellotto (“niente operazione fino a quando non toglie il pannolino” aveva sentenziato una volta la pediatra), si è fatto mettere su bilancia e misurare in altezza (che poi queste misurazioni non convincono sufficientemente il mio matematico marito è un altro paio di maniche), ha contato quasi bene assieme alla dottoressa, e quando ce ne siamo andati le ha anche mandato un bacino (non è particolarmente timido, ma deve inquadrare prima le persone per poi poterle far rientrare nel suo universo nanesco: e certo vedere una dottoressa 2 volte l’anno non rientra ovviamente nella familiarità necessaria a tali dimostrazioni).

Insomma, si è fatto maneggiare e spostare e palpare ovunque senza battere ciglio, senza piagnucolare e senza chiedere lui la caramella (che poi ha comunque ottenuto ed alacremente ha cominciato a scartare): dopo il controllo in ospedale successivo all’operazione in cui ha urlato in quei cinque minuti che l’hanno messo sul lettino per controllare cicatrice e pancia, la visita di ieri mi è sembrata il paradiso. Solo che non gliel’ho fatto notare e non l’ho gratificato, non gli ho detto “bravo” se non quando alla sera, con la calma della giornata in sul finire ho potuto finalmente riflettere sul progresso che ho visto in lui: mi è sembrato un piccolo ometto, saggio e rilassato pronto agli eventi della vita che non lo stupiscono più di tanto e non lo angustiano, ma come sempre è il guizzo di un momento, lui ci sa sempre stupire e meravigliare. Come quando non avendo mai assaggiato nulla di sua sponte, ci chiede i tortellini al brodo che vede nei nostri piatti! quando di un botto da un giorno all’altro si fa lavare e sciacquare i capelli senza piangere e se li fa asciugare con il phon senza urlare, o quando comincia dopo più di un anno che ci proviamo ad addormentarsi da solo (anche se dopo qualche giornata di pianti ed urla) chiedendo anche “mamma pecchè sei tonnata?” se rientro in camera per mettere in ordine i suoi vestiti, o anche quando all’improvviso scopriamo che ha paura dei tuoni e vuole per forza stare in braccio.

Sarà che sono cresciuta con un senso del dovere spropositato, che comunque non ha fatto di me un’incapace poco conscia delle sue possibilità e con poca autostima (tuttaltro!), per cui ogni volta che facevamo qualche cosa di buono non ottenevamo incoraggiamenti, complimenti e tanto meno ringraziamenti, anzi mia mamma era solita dirci “hai fatto solo la metà del tuo dovere”, ma adesso anche se non sono particolarmente preoccupata dell’autostima del nano, ci penso di più ma non esattamente nel momento in cui dovrei, ma con uno scatto di tempo anche dovuto ai miei tempi di riflessione che sono stati sempre piuttosto lunghi, e la cosa mi fa sentire un pò in colpa. Perchè poi quando gli si fanno i complimenti e gli si battono le mani, lo vedo tanto felice e soddisfatto.

Ed infatti, ci sto provando: in parte per educazione personale all’anali ed al riepilogo della giornata, in parte perchè mi sembra il momento giusto, il momento delle coccole, il momento in cui si affida al sonno e forse ripensando sulle cose fatte e non fatte riesce a far scattare la voglia di migliorarsi. Non sempre ci riesco, perchè alle volte il mio desiderio di silenzio e la mia decennale abitudine a non parlare mi zittiscono, ma alla sera prima di mettersi a dormire da solo nel suo lettino ci facciamo le coccole serali, io seduta sulla sedia a dondolo della sua camera e lui akkoalato su di me alla ricerca della posizione migliore e pronto poco dopo a riversarsi sul letto con il suo amico Giulioconiglio ed il suo nuovo acquisto il “libro piccolo della tetta rossa” (un librino di Cars).

Forse se riuscissi a fargli più spesso i complimenti e li facessi meglio, magari al momento giusto, lui starebbe meglio, sarebbe più calmo, più sereno e migliorerebbe sempre di più e sempre più velocemente. Forse inconsciamente vorrei che fosse già grande e mia sorella infatti mi dice che lo tratto come un adulto, però quanto sono contenta quando si sveglia la mattina e vuole le mia braccia ed il mio bacio e quando la sera stiamo accoccolati sulla sedia a dondolo e lui sta abbrancato al mio collo e spinge sulle gambe per far dondolare la sedia….. chissà forse sono solo un mucchio di contraddizioni viventi e passeggianti, ed anch’io dovrei fare dei progressi!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: