Pubblicato da: carlas73 | 22 ottobre 2008

Ferreo sgombero ed economia civica

Stamattina ho letto il resoconto dello sgombero effettuato nella mia zona di un “centro sociale”, che nella mia assoluta ignoranza non sapevo si fosse trasformato da locale notturno a centro sociale. Ed i commenti del nostro signorile e civilissimo sindaco mi fanno pensare ad un paio di cose, visto che un altro sgombero similare era avvenuto non molto lontano all’epoca del sinistrorso Rutelli.

I locali a suo tempo sgomberati con enorme dispendio di forza pubblica (ero ancora una ragazzina e ricordo numerosi elicotteri in volo sulla zona, e parecchia polizia nei dintorni che controllava le vie di accesso) sono ancora lì abbandonati e decrepiti in balìa del tempo, forse a disposizione dei gatti della zona, o magari utilizzati come rifugio notturno da qualche poveretto senza fissa dimora; tra qualche anno probabilmente finiranno per cadere a pezzi e provocare danni alla strada ed ai palazzi circostanti, sperando che non capiti nessuno nei dintorni al momento del crollo.

Mi domando se il Comune di Roma che sembra non avere disponibilità per fare la Notte Bianca, la Festa del Cinema, che non ha i soldi per pagare la sostituzione di un turno completo di un’educatrice di asilo (parlo con fondatezza, in quanto queste sono le lamentele che accolgo dalle maestre di mio figlio, che si ritrovano con supplenti solo per 3 ore al posto delle 7 per cui manca la collega malata o in permesso per la Legge 104), o che non ha i soldi per garantire pulizia e cibo sano e cucinato secondo le norme ASL agli asili e materne, possa poi trovare i soldi per sistemare e riguadagnare “stabili occupati che sottraggono spazi alla cittadinanza”.

Il mio discorso non è pro centri sociali, nel senso che sono abbastanza indifferente, fino a quando questi si caratterizzano come punto di ritrovo e di incontro di persone, giovani e non giovani, di destra e di sinistra, con interessi comuni e che non fanno del male a niente e nessuno, e magari organizzano il luogo in funzione “sociale” come cineclub, luogo di ballo e di esercizio della libertà di parola con spettacoli di satira politica e sociale, come spesso accade e come spesso ho riscontrato con i miei occhi. Appartengo alla razza del “vivi e lascia vivere”, se si mette tutti sullo stesso piano e non si comincino subito a fare le differenze “noi no, noi siamo bravi, le nostre occupazioni sono solo per emergenze abitative” come hanno dichiarato i rappresentanti dei giovani di destra.

Se il Comune avesse i soldi per occuparsi di tutti i suoi obblighi istituzionali ed in più anche liberare e rinnovare e gestire gli immobili occupati, facesse pure: mi riservo il diritto di controllare all’anno nuovo cosa starà accadendo a quel bel palazzetto un pò liberty di Piazza Sempione, per sapere se si hanno i soldi per sgomberare i “brutti e cattivi giovinastri” di sinistra, ma non per dar da mangiare e garantire un servizio decente negli asili comunali ai nostri bambini!

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Responses

  1. Più che commento, sfogo: ieri l’asilo era chiuso per urgentissimi lavori alla rete fognaria, oggi dopo anche 3 mesi di lavori di ristrutturazione in periodo estivo, un reparto era allagato ed inagibile, e tutto l’edificio mancava di acqua, luce e conseguentemente gas……….
    Ca***** combinano negli uffici tecnici?? ma possibile che architetti ed ingegneri non sanno più fare il loro mestiere?

    Mi piace


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