Pubblicato da: carlas73 | 13 giugno 2008

Consigli ad una madre

Ci sono certi argomenti che non riesco proprio ad evitare e ritornano sempre a tormentarmi: stavolta voglio raccontarvi una storia non mia.

Una mamma di due bellissimi bimbi rimane incinta per la terza volta e durante le ecografie scopre che suo figlio ha delle gravissime malformazioni: al cuore, al cervello e non si può dire con certezza che altri problemi, poichè essendo giovane non ha fatto l’amniocentesi, ma i medici le dicono che probabilmente si tratta di una trisomia di qualche genere, e che se non interrompe la gravidanza, comunque il bambino non arriverà a termine perchè il suo cuore non ce la farà.

I due genitori decidono comunque che non vogliono interrompere la gravidanza e vanno avanti, facendo continuamente controlli per verificare la crescita del piccolo ed il suo battito. La gravidanza va avanti e la mamma arriva al termine o quasi: l’ho rivista ieri ancora con il pancione e con un’aria tristissima e molto depressa nonostante si fosse ad una festa di bambini ed avesse i suoi due angioletti biondi intorno che la coccolavano e volevano giocare con lei. Ci ho parlato e mi ha raccontato che ormai stanno aspettando solo di far nascere questo bambino ed affidarlo alle migliori cure neonatologiche che possono trovare nell’ospedale dove nascerà.

La sua vicenda si è incrociata in parte con una mia vicenda, in cui ho effettuato scelte diverse, ma ritengo ugualmente accettabili e non giudicabili, e quest’ultima assieme alla mia precedente esperienza del reparto di neonatologia del Bambin Gesù di Roma mi lasciano un piccolo spiraglio per dare un consiglio a questa mamma. Non voglio fare canti delle beatitudini o confrontare esperienze, perchè so sulla mia pelle che sono la cosa più inutile che si possa dire in questi casi di estremo, irragionevole e drammatico dolore.

Quel bambino che nascerà, nascerà morto o nascerà e soffrirà e poi morirà o spero per lui e per i gernitori continuerà a vivere, ma non so di quale vita, rimarrà per sempre nel loro cuore e farà sempre sentire la sua mancanza se morirà, e l’avrebbe fatto anche se la loro decisione fosse stata diversa. L’unica cosa che bisogna fare è saper riconoscere il proprio ed il suo dolore, affrontarlo e capire ed accettare il momento in cui quel dolore diventa solo un’inutile sovrappiù ed è meglio lasciar andare quel piccolo essere nelle braccia di una vita senza ulteriori sofferenze, senza accanimenti da parte di nessuno, ammettendo la possibilità di una morte dignitosa ed umana anche ad un piccolo appena nato.

Non sono filosofa ma ho visto affrontare la vita e la sofferenza di un neonato da parte di una madre non so se nel migliore dei modi, ma comunque nel modo in cui mi sarebbe piaciuto affrontarlo se fosse capitato a me, ed ho visto quella stessa madre affrontare lo spegnersi delle speranze e del suo piccolo con estrema dignità anche se immenso dolore. E credo sia quello che bisogna fare in questi casi, ed è l’unico consiglio che mi sento di dare alla madre protagonista dei miei pensieri da ieri, da parte di un’altra madre.

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