Pubblicato da: carlas73 | 9 giugno 2008

Bulli o delinquenti?

Come al solito vado a guardare le piccole cose io: la notizia dei bulli minorenni di Torino mi fa andare fuori dai gangheri! Ma quei quattro deficienti non avevano niente di meglio da fare nella loro giornata che andare a scassare delle proprietà pubbliche? Mi domando se magari come eventuale punizione per loro e per i loro genitori non ci possa essere quella di ripagare di tasca propria tutti i danni fatti: perchè tanto poi sempre su quello si va a finire, se si colpisce l’interesse economico delle persone la punizione viene compresa maggiormente.
Ma poi, configurare una scelleratezza tale come bullismo, mi sembra voler ridurre e minimizzare la cosa: perchè poi da bullismo a bravata il passo è molto breve e le bravate in Italia vengono sempre viste come furberie quasi da portare ad esempio. Ed invece no, sono convinta che la nostra società si sta ammorbidendo troppo, non riesce a dare regole: e se non si danno regole agli adulti, questi non saranno mai capaci di educare e dare prospettive mature e socialmente rispettose ai minori.
Saranno come al solito belle parole, ma i giovani (di cui ancora mi sento di far parte a metà, perchè ho un figlio piccolo) sono il nostro futuro e dobbiamo insegnargli cosa è giusto e cosa è sbagliato, dobbiamo dirgli che bisogna rispettare la proprietà privata e pubblica, dobbiamo insegnargli che il tempo si può impiegare in molti modi e quello di distruggere palazzi o malmenare i più deboli non è accettabile dalla nostra società, dobbiamo dargli l’esempio rispettando tutte le persone in quanto tali, dobbiamo dirgli che la scuola può essere un banco di prova per il futuro che li aspetta ed è un banco di prova con la rete d’emergenza perchè dopo un’interrogazione o un compito hai la possibilità di rifarti e di dimostrare quanto vali, dobbiamo insegnargli che non va avanti il più furbo o quello che frega meglio gli altri, ma chi ha maggiori capacità, maggiore cervello ed inventiva, chi umanamente riesce a dimostrare di avere carattere e personalità senza scavalcare ed usare gli altri.
Lo so, non è questa la nostra società, ma fatemi sognare: un giorno glielo dirò anche a mio figlio che coscientemente e consapevolmente l’ho educato ad una società immaginaria, ma che è quella in cui vorrei vivere io ed in cui vorrei che lui riuscisse!
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