Cercherò di fare un riassunto schematico dei tentativi fatti, di quelli più o meno riusciti e quelli che abbiamo deciso di utilizzare solo per una parte dell’esperienza e della vita del nano. Dopo quanto abbiamo visto e vissuto, credo di poter dire che non esiste il “rimedio” eccezionale ed unico, piuttosto volta per volta, periodo per periodo e soprattutto bambino per bambino si possono trovare soluzioni, almeno parziali, alla problematica del “culetto da scimmia”.
Stomahesive: siamo passati anche da questa crema, a contenuto alcolico quindi molto irritante per la pelle di un bambino, ma se spalmata bene crea una barriera protettiva che dura una notte abbondante anche con le feci acidissime dei primi tempi. Sopra questa è meglio avere l’accortezza di spalmare anche uno strato di Vaselina in modo da impedire che si attacchi al pannolino. L’abbiamo utilizzata solo per un annetto, quando le evacuazioni erano nel numero di 7 al giorno e la notte riduceva il sedere del nano un inferno al napalm, perché lui nonostante il bruciore incredibilmente riusciva a dormire imperterrito.
Eryplast Lutsine: è una crema molto buona, per qualsiasi tipo di cambio pannolino, non irrita, non secca la pelle e riesce a salvaguardarla meglio di tante creme all’ossido di zinco che abbiamo provato; in situazioni particolari può essere utilizzata come ultimo strato dopo il resto dei trattamenti. Ce l’hanno consigliata quando il nano è uscito dopo l’operazione di chiusura della stomia, ed ancora adesso quando la sera mettiamo il pannolino talvolta la utilizziamo quando vediamo il sederino più arrossato del solito.
Cicaskin: anche questa crema ci è stata suggerita appena usciti dall’ospedale, è rarissima reperibile solo online o in vendita nelle farmacie francesi; la confezione è minuscola, i componenti sono per lo più naturali, quindi, assolutamente dermatologica. Anche all’inizio sembrava che desse un po’ di sollievo al sedere del nano, ma sarei veramente curiosa di vedere che effetto fa sul suo sederino adesso quando le evacuazioni si sono ridotte solo a 2-3 al giorno e gli arrossamenti si possono definire tali, non più scarnificazioni.
Canesten ginecologico: ci è stato esplicitamente consigliato da una dermatologa infantile, essenziale nei momenti in cui il continuo arrossamento e contatto con pannolino e feci acide determina il proliferare della Candida, dopo almeno un paio di anni di uso ci siamo resi conto che la pelle si era assuefatta ai suoi componenti e stiamo riutilizzando il Daktarin, che seppure più aggressivo per la pelle che la dovrebbe seccare maggiormente, almeno per ora è tornato ad essere efficace contro la Candida.
Fitostimoline ginecologico: anche questo è un rimedio dermatologico in quei casi di arrossamento della pelle moderato, devo dire che funziona, poi è ovvio che certi rimedi non possono essere assoluti quando le evacuazioni sono in numero tale da non consentire a nessun prodotto di agire per il tempo necessario.
Eosina 2%: è essenziale fino a quando il bambino porta il pannolino perché permette di disinfettare la pelle e colpire, quindi, anche l’eventuale Candida. Si può utilizzare anche 3-4 volte al giorno per fare toccature o pennellature sulla parte interessata. Non la utilizziamo quasi più, ormai, perché “arrossa” qualsiasi tessuto che ne viene a contatto e diventa difficile lavare via l’alone rosato.
Acqua borica 3%: anche questo trattamento l’abbiamo trovato molto efficace, ancora di più adesso che gli arrossamenti risultano meno frequenti, ma quando si tratta di qualcosa di più importante lo utilizziamo con il cotone, facendo toccature sulla parte, almeno un paio di volte al giorno. Ovviamente una volta asciugato mettiamo anche l’eventuale crema, sempre nel caso in cui metta il pannolino per la notte.